Classe

Reptilia

Sottoclasse

Anapsida

Ordine

Cheloni

Sottordine

Criptodira

Famiglia

Dermochelidae

Genere

Dermochelys

Specie

Dermochelys coriacea

 

La Dermochelys coriacea detta tartaruga liuto  è la più grande tra le tartarughe marine. Può raggiungere 600 kg di peso e 2 m di lunghezza del carapace. La struttura del carapace si differenzia da quella delle altre tartarughe, infatti al posto del guscio osseo possiede una pelle di consistenza simile al cuoio, percorso da 7 creste longitudinali, mentre il piastrone è solcato da 5 carenature.  Negli individui adulti gli arti anteriori sono molto lunghi e raggiungono un’apertura di 2 metri e mezzo. Il carapace ha colorazione dai toni scuri, con punteggiatura bianca evidente soprattutto negli individui giovani. Nel maschio il piastrone è concavo e la coda raggiunge e talvolta supera la lunghezza delle natatoie posteriori, nella femmina il piastrone è invece convesso e la coda è più corta degli arti. Possiede un piccolo becco corneo a forma di W.

 

Gli esemplari di questa specie sono adattati a vivere in acque più fredde rispetto ad altre specie di tartarughe marine. Questa capacità è dovuta allo strato protettivo che riveste il loro corpo, rappresentato da una pelle oleosa e spessa. Inoltre le grandi dimensioni di questa specie favoriscono una ritenzione del calore sviluppato con l'attività muscolare che permette all'animale di mantenere una certa "omeotermia". 
In conseguenza di questo fatto la tartaruga liuto, pur essendo una specie atlantica, ha una ampia distribuzione geografica ed è una delle più variamente distribuite tra tutte le tartarughe. Entrando dallo Stretto di Gibilterra, la tartaruga liuto seguirebbe le correnti di acqua calda che si spingono nel Mediterraneo occidentale e centrale; una volta raggiunto il Canale di Sicilia le rotte migratorie si dividono in un punto ben preciso, procedendo una verso nord (acque italiane e corse) ed una verso sud (nelle acque tunisine).  Anche se è presente occasionalmente nelle acque italiane, la cattura di un esemplare di tartaruga liuto è sempre un evento raro che suscita molto interesse.
È  onnivora anche se sembra preferire cibarsi  di meduse. La mandibola superiore del becco corneo di cui è dotata è abbastanza debole ed adatta per afferrare solo quelle prede che hanno un corpo molle. Occasionalmente si ciba anche di tunicati, calamari, crostacei, molluschi, pesci, ricci di mare, alghe.

La tartaruga liuto ha un ciclo di deposizione delle uova di 2-3 anni ed una femmina depone le uova 4-5 volte per stagione, percorrendo lunghe distanze per tornare agli stessi siti di nidificazione. La femmina scava solitamente una buca, profonda anche 1 metro, nella quale depone un centinaio di uova. 
I piccoli nascono dopo 50-90 giorni e pesano circa 50 grammi.

La specie, in base ai criteri della Lista rossa IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura)è considerata in pericolo critico di estinzione .La sua cattura è proibita anche in paesi che permettono la pesca di altre tartarughe. Sensibilissima all'inquinamento marino, è in pericolo anche per l'ingestione di sacchetti di plastica galleggianti che scambia per meduse e per il disturbo ai siti di nidificazione. Nel 2013, a seguito di nuovi controlli sulla popolazione, l'IUCN abbassa il rischio di estinzione portandolo da specie in pericolo critico a vulnerabile. Attualmente la popolazione stimata è pari a circa 54.000 esemplari e si stima che nel 2040 la popolazione possa salire a oltre 180.000 esemplari.