Classe

Reptilia

Sottoclasse

Anapsida

Ordine

Testudines

Famiglia

Cheloniidae

Genere

Caretta

Specie

Caretta caretta

 

La tartaruga appartenente alla specie Caretta caretta è diffusa nei mari e negli oceani temperati e tropicali di tutto il mondo ed è la specie di tartaruga marina più comune del Mar Mediterraneo.  Alla nascita è lunga circa 5 cm. La lunghezza di un esemplare adulto è di 80 - 140 cm, con un peso variabile tra i 100 ed i 160 kg.

La testa è grande, con il rostro molto incurvato che prende il nome di ranfoteca. Quest’ultima è costituita da materiale corneo, robusto e tagliente, che serve per afferrare le prede e romperei i gusci dei crostacei di cui, a volte, la tartaruga si nutre. Sul capo si hanno due caratteristiche placche prefrontali, in prossimità degli occhi sono presenti delle ghiandole  che servono per eliminare il sale in eccesso dell'acqua marina.  Gli arti sono molto sviluppati, specie gli anteriori, e muniti di due unghie negli individui giovani che si riducono ad una negli adulti. In acqua può raggiungere velocità superiori ai 35 km/h, nuotando agilmente con il caratteristico movimento sincrono degli arti anteriori.  La parte dorsale del carapace è formata da file di placche cornee, e si presenta di colore rosso – marrone negli adulti, con striature più scure nei giovani. Come mostrato nel disegno, le placche centrali o vertebrali sono in numero di 5, le costali sono 5 paia, ed infine le marginali sono 12 paia. Le dimensioni del carapace possono essere utilizzate per fare una distinzione tra le varie classi d’età: i piccoli (10 cm), i giovani (10-40 cm), i sub-adulti (40-80 cm) e gli adulti (oltre 80 cm). Sulle placche vertebrali del carapace di giovani esemplari è presente, inoltre, una cresta dentellata che scompare con la crescita. La parte ventrale del “guscio”, che prende il nome di piastrone, ricorda la forma di un cuore ed è di colore giallo con macchie arancioni.

I maschi si distinguono dalle femmine per la lunga coda che si sviluppa con il raggiungimento della maturità sessuale, che avviene intorno ai 20 anni.  Sono animali onnivori: si nutrono di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci,  meduse, alghe e piante acquatiche. Al contrario dei Mammiferi e degli Uccelli, i Rettili non possono regolare la temperatura del loro corpo con mezzi interni ed essa dipende quindi dalla temperatura dell’ambiente esterno, per tale motivo compiono lunghe migrazioni, anche 5000 km  per sfuggire alle acque fredde invernali, sfruttando le correnti oceaniche. Sono in grado di compiere lunghe apnee di circa 1 ora, anche se una tipica immersione dura 5-20 minuti. 

Poco prima della stagione riproduttiva (inizio del periodo estivo) il maschio della C. caretta migra verso le spiagge dove avverrà la nidificazione e si ferma al largo in attesa delle femmine. Con l’arrivo delle femmine i maschi iniziano il corteggiamento. L'accoppiamento può durare anche molte ore ed il maschio rimane attaccato alla femmina grazie agli artigli degli arti anteriori. Durante questo lungo periodo il maschio di tartaruga può essere scacciato da altri maschi per prendere il suo posto, è infatti frequente che in una singola nidiata possano esserci uova fecondate da maschi diversi. La femmina durante la stagione riproduttiva si alterna diverse volte nella deposizione delle uova: si accoppia, va nella spiaggia a deporre le uova e poi ritorna ad accoppiarsi e questo ogni 12-14 giorni durante la stagione riproduttiva,  che corrisponde a un numero di nidi che varia tra i 2 e i 5. Il tempo di incubazione delle uova dipende dalla temperatura nel nido che è influenzata dalle condizioni climatiche e dalla posizione dell'uovo all'interno del nido, varia dai 45 ai 70 giorni. Come molto altri rettili nella tartaruga C. caretta il sesso dei nascituri è determinato dalla temperatura esterna che varia da zona a zona. Temperature più basse  tendono a produrre solo maschi mentre temperature più alte  tendono a produrre solo femmine. Ogni nido di tartaruga contiene 110 - 130 uova.

La Caretta caretta è presente nella Red List dell'IUNC  ( Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) tra gli animali ad altissimo rischio di estinzione : ENDANGERED (EN).

Le motivazioni sono diverse: la cattura accidentale di queste tartarughe da parte dell'uomo con le reti da pesca; lo sfruttamento degli adulti e delle uova nell'alimentazione umana; la distruzione dei loro habitat di riproduzione da parte dell'uomo sia con le costruzioni che indirettamente con l'inquinamento acustico (i rumori delle barche le disturbano durante la nidificazione), chimico (pesticidi, prodotti petroliferi, ecc) , luminoso (le luci delle città disorientano i piccoli nella loro corsa verso il mare). Inoltre da non trascurare il riscaldamento globale che alterando le temperature, altera il sesso dei nascituri con gravi squilibri nella popolazione.

Tutto questo ha portato a proteggere  la specie  C. caretta  con vari trattati e accordi internazionali.

Sono tartarughe citate nell'Appendice I del CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) come specie in pericolo di estinzione (Cheloniidae spp) e per la quale tutti gli scambi commerciali sono vietati. Sono inoltre elencati negli allegati I e II della Convenzione sulle specie migratorie.